PIACE, ACQUISTA PUBBLICO E INCASSA DENARO: È INSTAGRAM, NATURALMENTE!

Posted · Add Comment
Alcuni spunti utili per parlare di Instagram, la piattaforma social forse più amata del momento.

Creata e sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger nel 2010, Instagram è stata comprata nel 2012 per un miliardo di dollari da Facebook. La piattaforma consente, fra le altre cose, la possibilità di scattare e pubblicare foto con filtri in alta definizione,  di geolocalizzare e taggare foto (in modo tale da condividere le proprie esperienze con altri utenti), di caricare video, di creare le Instagram Stories (immagini e video che rimangono visibili solo per 24 ore), di realizzare delle “dirette” video in Live streaming.

I numeri sono impressionanti: più di un miliardo di utenti attivi al mese, dei quali il 60% ha meno di 30 anni, che frutteranno all’azienda di Zuckerberg più di 77 miliardi di dollari di fatturato alla fine del 2019.

Con questi dati, è chiaro che molte realtà guardano a Instagram con interesse e, oggi, vogliamo proporre un focus sui musei del mondo che contano il maggior numero di follower sul loro spazio Instagram. L’indagine l’ha proposta l’inserto Innovazione del Corriere della Sera, che ha messo a confronto le realtà museali più famose nel mondo per stilare una classifica “a tutto Instagram!” che dà il segno della notorietà, e dell’interesse, che tali siti riescono a muovere.

Lassù, nella top ten, domina New York: il MOMA (Museum of Modern Art) è primo con 4,3 milioni di seguaci, il Metropolitan Museum of Art è secondo con 2,8 milioni, il Guggenheim è quinto con 2,1 milioni e il Whitney Museum of American Art è ottavo con 0,93 milioni.

Completano la classifica Londra (la Tate Gallery è terza con 2,6 milioni di follower, il British Museum è sesto con 1,3 milioni e il Victoria & Albert Museum è settimo con 1 milione) e Parigi (il Louvre è quarto con 2,5 milioni e il Centre Pompidou è nono con 0,85 milioni). Chiude Los Angeles con il decimo posto dell’LA County Museum of Art con 0,74 milioni di seguaci.

E l’Italia, nazione con il maggior numero di siti culturali riconosciuti dall’Unesco e patria di città sinonimo  imperituro di arte e cultura? Qui i numeri sono completamente differenti e si segnalano Gli Uffizi di Firenze con 257.000 follower, il Parco Archeologico di Pompei con più di 110.000 seguaci e il Museo del Novecento di Milano con 92.000.

La targettizzazione precisa e il taglio prettamente centrato sull’immagine hanno fatto diventare Instagram il social più gradito non solo a musei e realtà espositive ma anche a numerosissimi brand della moda (alla ricerca degli influencer più affermati e … affidabili) e di altri settori. Proprio per questo, la piattaforma sta sviluppando e realizzando in continuazione forme e modalità di investimento riservate ad aziende di tutto il mondo e di tutte le dimensioni.

Senza diventare troppo didascalici, ricordiamo che gli Instagram ADS hanno 5 formati: annunci fotografici, annunci video, Carousel ADS (serie di immagini e video), Stories ADS (con visibilità a termine) e le Canvas Stories (collegate a Facebook Canvas).

Come sempre (e qui la consulenza di una agenzia di comunicazione è veramente preziosa!), l’importante è determinare gli obiettivi della campagna. In linea di principio, Instagram può essere interessante per aumentare la notorietà del brand, per creare traffico sul nostro sito, per stimolare l’interazione con il target, per incrementare la lead generation (allargamento dei contatti).

E’ naturalmente possibile segmentare il target in base ai propri obiettivi, inserendo fattori di selezione e cernita. Il budget della campagna viene definito in partenza e il costo – espresso solitamente in  CPC (Cost per Click)  o CPL (Cost per Lead) – può variare in funzione di molteplici fattori.

Naturalmente, non è sufficiente creare un profilo Instagram (anche se bello, accattivante e in linea con l’azienda) per ottenere automaticamente un ritorno interessante. Ci vogliono strategia, pianificazione e investimenti mirati in Instagram Ads, cosa che oltre 2 milioni di aziende nel mondo già fanno.

E TU: HAI UN PROFILO INSTAGRAM?
LO SEGUI PROFESSIONALMENTE?
PARLIAMONE!